L'antico volume che io avevo intanto preso in mano era il "Mad Trist" di sir Launcelot Canning, ma io lo avevo definito il preferito di Usher piu' in un attimo di scherzosa malinconia che con intenzione seria; poiche' in realta' vi era ben poco nel suo andamento prolisso, anti-immaginativo e grottesco che potesse produrre un vero e proprio interesse sull'animo altamente idealistico e spirituale del mio amico. D'altronde era il solo libro che avessi immediatamente a portata di mano, e mi cullavo nella vaga speranza che l'agitazione che attualmente torturava l'ipocondriaco potesse trovare sollievo persino in quel paradosso di follia che mi accingevo a leggere (poiche' la cronaca dei disordini mentali e' piena di anomalie siffatte).