IL GENIO DELLA PERVERSIONE

Nicola Saraceni
In "Il Genio della perversione, il famoso scrittore di Boston, Edgar Allan Poe (1809-1849) fornisce una dettagliata e fine analisi della situazione di perversione, mettendone in evidenza i meccanismi oggettivi e diradando la nebbia degli impulsi di cui i soggetti finiscono preda, se non prigionieri. Qui il protagonista, con il suo comportamento, percorre per intero tutte e due i poli della perversione. Prima si industria a compiere un omicidio perfetto, perverso e raffinato nella sua esecuzione; dopo è preso dall'irrefrenabile impulso di confessare la sua colpevolezza. L'uccisione dell'Altro si stringe irreparabilmente, in unico cerchio, con la rovina del Sè. C'è una perfetta sincronia di tempi tra l'annientamento dell'Altro e la rovina del Sè. Il soggetto prima estroflette la perversione contro l'Altro e dopo la introflette contro se stesso. Egli è, ad un tempo, carnefice e vittima: i ruoli si invertono; ma, diversamente da quanto accade in "Il Gatto nero", si incarnano nella stessa persona che, ora, è tanto carnefice dell'Altro che vittima di se stessa.