Senza Ligeia ero come un bambino che si aggira tastoni
la
notte.
La sua presenza, le sue letture semplicemente, rendevano
vividamente luminosi i molteplici misteri del trascendentalismo nel
quale eravamo immersi.
Senza il radioso splendore dei suoi occhi, le
lettere, fiammee e dorate, divenivano piu' opache del piombo saturnio.
Ed ecco che quegli occhi brillarono sempre meno di frequente sulle
pagine da me compulsate. Ligeia si ammalo'.
I suoi occhi smarriti
lucevano di un troppo... troppo glorioso fulgore; le pallide dita di
lei assunsero la translucida cereita' della tomba, le vene azzurrine
della sua eccelsa fronte si inturgidivano e si afflosciavano d'impeto
con l'avvicendarsi della finanche piu' lieve emozione.
Compresi che
ella sarebbe morta, e lottai disperatamente in ispirito con il funebre
Azrael.