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Ricaddi con un brivido sul divano da cui mi ero levato
con
tanto impeto, e le visioni diurne di Ligeia che gia' mi avevano
ossessionato ripresero a presentarmisi piu' appassionata
mente che mai.
Trascorse cosi' un'ora, quando (era dunque possibile?) per la seconda
volta mi accorsi di un rumore vago proveniente dal lato del letto.
Stetti in ascolto, in preda a un orrore supremo. Il rumore si ripete':
era un sospiro. Accorsi verso il cadavere, e vidi, nitidamente, un
tremito agitarne le labbra. Un attimo dopo queste si dischiusero
rivelando una lucente fila di denti perlacei.Nel mio petto lottava ora con il terrore che sino a quel momento vi aveva regnato sovrano uno stupore profondo. Sentivo che la vista mi vacillava, che la mia ragione barcollava, e soltanto con un violento sforzo su me stesso riuscii a impormi il compito che il dovere ancora una volta mi indicava.
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