immagine immagine altocentro immagine altodestra
immagine centrosinistra

Tentare una definizione o una descrizione soltanto del mio verace atteggiamento verso di lui m'è del tutto difficile: esso costituiva, difatti, un eterogeneo amalgama e multicolore in cui avevano parte una ostinata animosità non ancora pervenuta a trasformarsi in odio, la stima, e, più ancora che la stima, il rispetto, alquanto timore, e una grandissima, impaziente curiosità. Per il moralista non sarà mestiere aggiungere - egli l'ha già compreso! - che, fra tutti i nostri camerati, Wilson ed io eravamo, di gran lunga, i più inseparabili. La stravaganza e l'ambiguità dei nostri rapporti fu essa soltanto - non può esservi dubbio! - a fare in modo che tutti i miei assalti contro di lui, i quali, nascosti o dichiarati che fossero, erano ben numerosi, si disfogassero nell'ironia e nella caricatura anziché in una seria e determinata ostilità. Non è forse il sarcasmo a produrre le ferite più profonde? Ciò nondimeno, per quanto ingegno impiegassi nell'ordire i miei piani, i miei sforzi, anche con quel mezzo, non erano sempre vittoriosi, giacché il mio omonimo possedeva un'indole austera e contegnosa, la quale, pur pervenendo a godere gli effetti delle proprie punture, riusciva, tuttavia, a non esporre il tallone d'Achille e a sottrarsi a ogni specie di ridicolo.Io non ero capace di sorprendere in lui alcuna zona vulnerabile se non una, la quale consisteva in una imperfezione fisica derivata da una infermità costituzionale: qualunque antagonista, meno accanito di quanto io non fossi, l'avrebbe risparmiata. Il mio rivale era afflitto da una imperfezione della laringe che non gli consentiva di elevare la voce più alto d'un sommesso mormorio. Da tale imperfezione non mi facevo scrupolo di trarre ogni possibile vantaggio.


immagine destracentro
immagine bassosinistra immagine bassocentro immagine bassodestra