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Così mi parve che fosse, ma così non era. Era
Wilson, era il mio nemico che mi stava ritto davanti, mentre
agonizzava. Egli aveva buttato il suo mantello ed ecco, io vidi che non
v'era un solo filo nella trama del suo abito, non un sol tratto dei
suoi lineamenti tanto caratteristici e originali che non fosse, nel
modo più assoluto, mio!
Egli era Wilson. Ma le sue parole non giunsero più al mio
orecchio filtrate dal suo agghiacciante mormorio e mentr'egli parlava,
io avrei giurato di sentir parlare me stesso. «Tu hai
vinto», egli disse,«ed io cedo. Ma anche tu, fin da questo
istante, sei morto ... morto al Mondo, al Cielo, alla Speranza. Tu
esistevi in me ... ed ora... ora che sono morto, guarda in questa mia
spoglia, che è la tua, guarda come hai definitivamente
assassinato te stesso».
FINE |
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