Questi versi, che egli aveva intitolati "Il palazzo incantato", correvano pressapoco cosi': Nella piu' verde delle nostre valli, da buoni angeli visitata, un tempo un bello e solenne palazzo, radioso palazzo, ergeva la sua fronte. Nel regno del monarca Pensiero esso si ergeva! Mai serafino levo' le ali su struttura piu' bella. Stendardi gialli, di gloria e d'oro, sul suo tetto sventolavano e garrivano (cio', tutto cio', accadeva negli antichi, antichissimi tempi lontani), e ogni dolce brezza che indugiava, in quel dolce giorno, lungo i contrafforti piumati e pallidi, un odore alato disperdeva. Visitatori di quella valle felice attraverso due luminose finestre videro spiriti muoversi musicalmente, all'intonato ritmo di un liuto, intorno a un trono, dove seduto (Porfirogene!) in pompa addicentesi alla sua gloria, appariva il governante del regno.