E tutta di perle e di rubini scintillante era la stupenda porta del palazzo, attraverso cui giungeva fluente, fluente, fluente e in eterno sfavillante, una coorte di Echi, il cui dolce compito era soltanto di cantare, con voci di ineguale bellezza, l'ingegno e la saggezza del loro re. Ma creature malvage, in vesti di lutto, assalirono l'eccelsa dimora del monarca (ah, piangiamo, poiche' mai un domani spuntera' per lui, abbandonato!), e, tutt'attorno alla sua dimora, la gloria che sfavillava e lussureggiava non e' che una favola vagamente ricordata dell'antico tempo sotterrato. E ora i viaggiatori in quella valle, attraverso le finestre soffuse di rosso lucore, vedono vaste forme muoversi fantastiche al suono di una melodia discorde; mentre, simile a un fiume rapido e irreale, attraverso la pallida porta, una folla ripugnante si riversa precipite, senza sosta, e ride; ma piu' non sorride.