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la pelle. Hop-Frog, che, per quanto vivacissimo, non era affatto popolare, non aveva grandi possibilità di rendere molti servigi a Trippetta; QUESTA invece, per via della sua grazia e della sua bellezza squisite (benchè nana) era universalmente ammirata e vezzeggiata. Ella possedeva percio' molta influenza e non mancava mai di usarla, ogni qualvolta le era possibile, in favore di Hop-Frog. In occasione di una grandiosa celebrazione di Stato - non ricordo più quale - il re decise di dare una festa mascherata; e ogni qualvolta vi era alla nostra corte una mascherata, o qualche altro trattenimento del genere, si poteva star sicuri che erano chiamati in gioco tanto le arti di Hop-Frog quanto quelle di Trippetta. Hop-Frog soprattutto era talmente inventivo nell'organizzare cortei, nel suggerire personaggi nuovi, nel preparare costumi per i balli mascherati che sembrava non si potesse far nulla senza il suo concorso. La sera destinata per la festa era giunta. Sotto la sorveglianza di Trippetta un salone era stato arredato con tutti gli ornamenti che possono dare ECLAT a una festa in costume. Tutta quanta la corte era febbricitante per l'attesa. In quanto ai costumi e ai personaggi è facile supporre che tutti si erano messi ben d'accordo su questi punti essenziali. Molti si erano decisi, circa i ruoli che avrebbero dovuto assumere, una settimana, e persino un mese in anticipo; in realtà, nessuno aveva piu' dubbi in proposito, all'infuori del re e dei suoi sette ministri.

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