La pagina era tutta macchiata di
lagrime fresche, e sull'interfoglio opposto vi erano i seguenti versi
inglesi, vergati con una grafia tanto diversa dalla scrittura
caratteristica del mio conoscente, che ebbi una certa difficolta' a
riconoscerla come sua propria.
-Tu eri tutto questo per me amore, cui la mia anima agognava: una verde
isola nel mare, amore una fontana e un santuario, tutta inghirlandata
di vaghi frutti e di fiori, e tutti quei fiori erano miei.
-Ah, sogno troppo splendente per durare; ah, stellata Speranza che ti
levasti solo per essere offuscata! Una voce fuor del Futuro grida:
"Avanti!". Ma sul Passato (indistinto golfo!) il mio spirito librandosi
si posa, muto, immobile, stupefatto e atterrito insieme!
-Poiche', ahime'! ahime'! la luce della vita e' per me spenta. "Mai
piu' - mai piu' - mai piu'", (questo linguaggio parla il solenne mare
alle sabbie della riva), "fiorira' l'albero che la folgore ha
incenerito, o si levera' il volo l'aquila colpita!"
-Ormai tutte le mie ore sono irreali; e tutti i miei sogni notturni
sono la' dove il nero occhio risplende, la' dove il tuo passo
scintilla, in non so quali eteree danze, presso non so quali eterni
fiumi.