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    -Ahime'! Poiche' in quel tempo maledetto tu fosti trascinata sopra i marosi, via dall'Amore, alla vecchiezza blasonata e al delitto e a un empio guanciale, lungi da me, lungi dalla nostra nebulosa contrada, dove piange il salice d'argento!

    Che questi versi fossero scritti in inglese, lingua di cui non sapevo il loro autore fosse a conoscenza, non mi sorprese molto. Mi era troppo nota la vastita' della sua erudizione, e il piacere singolare che egli prendeva nel dissimularla agli estranei per stupirli poi quando s'imbattessero in simili scoperte; ma devo confessare che furono il luogo e la data a suscitare in me non poca meraviglia.
    Accanto ai versi era stato scritto in orogina LONDRA ma questa parola era stata poi accuratamente cancellata, non pero' in modo cosi' totale perche' un occhio esercitato non riuscisse a leggerla egualmente. Ripeto che questa scoperta suscito' in me non poco stupore, poiche' ben mi rammentavo che in una conversazione avuta precedentemente col mio amico gli avevo appunto chiesto con insistenza se egli avesse mai avuto occasione di incontrare a Londra la marchesa di Mentoni (la quale durante alcuni anni antecedenti al suo matrimonio aveva dimorato in quella citta'), ma, se non mi ero ingannato, la sua risposta mi aveva dato a intendere che egli non avesse mai visitato la metropoli della Gran Bretagna.
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