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A questo punto si interruppe
bruscamente, piego' il capo sul petto e parve ascoltare qualcosa che io
non potevo udire. Ergendosi alfine in tutta la persona levo' alto lo
sguardo e recito' i versi del vescovo di Chichester:
"Aspettami laggiu'! Non manchero' d'incontrarti in quella vuota valle". Un attimo dopo, confessando il potere del vino, si butto' lungo disteso su un divano. Quasi subito si intese sulla scalinata un rapido passo, subito seguito da un forte bussare all'uscio. Io stavo per prevenire il disturbatore, allorche' un paggio della casata dei Mentoni irruppe nella stanza e balbetto' con voce rotta dall'emozione queste incoerenti parole: - La mia padrona! la mia padrona! avvelenata! avvelenata! O bella, bellissima Afrodite! Sconvolto, accorsi verso il divano
sforzandomi di risvegliare il dormiente e di restituirlo a un minimo di
coscienza intelligibile; ma le sue membra erano rigide, le sue labbra
livide, i suoi occhi sino a poc'anzi raggianti erano immobilizzati
dalla MORTE. Barcollando arretrai verso la tavola, la mia mano cadde su
una coppa screpolata e annerita, e la consapevolezza della totale
spaventosa verita' lampeggio' improvvisa nel mio spirito.
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