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       E dopo avermi fatto brindare in un bicchiere colmo, ingoio' rapidamente varie coppe di vino. 

      - Sognare, - prosegui', riprendendo il tono sconnesso della sua conversazione di dinanzi, mentre tendeva alla ricca luce di un turibolo uno di quegli splendidi vasi... - sognare e' stato lo scopo della mia esistenza. Ecco perche' mi sono costruito, come lei vede, questo pergolato di sogni. Nel cuore di Venezia avrei potuto forse crearne uno migliore? 
Lei vede attorno a se', e' vero, un miscuglio eterogeneo di stili architettonici. La purezza ionica e' offesa da bizzarrie antidiluviane, e le sfingi d'Egitto si allungano su tappeti d'oro. L'effetto tuttavia e' sconcertante, soltanto per i timidi. 
Le convenzioni di luogo, e soprattutto di tempo, sono gli spauracchi che terrorizzano l'umanita' e la distolgono dalla contemplazione del magnifico. Un tempo fui decoratore io stesso, ma questa sublimazione di follia ha saziato la mia anima. Tutto cio' e' ora quanto mai adatto ai miei scopi. 
       Al pari di quei turiboli arabescati, il mio spirito si torce nella fiamma, e il delirio di questo scenario mi sta preparando alle ancor piu' forsennate visioni di quel mondo di sogni irreali verso il quale io sto ora rapidamente andando.
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