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 - O Dio! - quasi urlo' Ligeia, balzando in piedi e tenedo alte le braccia in un gesto spasmodico, mentre io terminavo di leggerle questi versi.
- O Dio! O Divino Padre! Devono queste cose sempre inesorabilmente essere? Non puo' il Conquistatore essere almeno una volta conquiso? Non siamo noi parte e particelle di Te?
Chi, chi conosce i misteri della volonta', e il suo vigore? L'uomo non si arrende agli angeli, NE' COMPLETAMENTE ALLA MORTE, se non attraverso la fralezza del suo debole volere. Poi, come se quello scoppio di commozione l'avesse annientata, lascio' ricadere le sue bianche braccia e si riadagio' solennemente sul suo letto di morte. E mentre ella esalava l'ultimo respiro, usci' dalle sue labbra, misto ai suoi supremi aneliti, un mormorio sommesso.
Accostai il mio orecchio alla sua bocca e vi colsi ancora una volta le parole finali del passo di Glanvill: "L'uomo non si arrende agli angeli, ne' completamente alla morte, se non attraverso la fralezza del suo debole volere". Cosi' Ligeia mori', e io, ridotto a un pugno di polvere calpestata dal dolore, non potei piu' sopportare la desolazione solitaria della mia dimora nella sfocata decadente citta' sulle sponde del Reno.Non mi mancava cio' che il mondo chiama ricchezza. Ligeia mi aveva portato in dote molto di piu' di quanto solitamente tocca in sorte ai mortali.

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