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 O forse io non so rammentare ORA questi particolari, perche' in verita' il carattere della mia adorata, il suo raro sapere, la sua bellezza singolare e cosi' calma al tempo stesso, l'eloquenza eccitante, inebriante della sua sommessa voce musicale, s'insinuarono nel mio cuore per gradi cosi' furtivamente e al tempo stesso cosi' inesorabilmente progressivi che forse io mai li avvertii e li compresi del tutto.

Credo tuttavia di averla incontrata per la prima volta e piu' di frequente in qualche grande, antica, decadente citta' presso le rive del Reno. Della sua famiglia devo certamente aver inteso parlare. Non vi e' dubbio che essa risalga a un'epoca remotissima. Ligeia! Ligeia! Sprofondato in studi di una natura piu' che altro adatta a soffocare le impressioni del mondo esterno, e' con questo dolce nome soltanto, col nome di Ligeia, che io riesco a riportare davanti agli occchi della mia fantasia l'immagine di colei che non e' piu'.
E proprio ora, mentre scrivo, subitamente mi colpisce la constatazione che io NON HO MAI SAPUTO il casato di colei che mi fu amica e promessa sposa, e che divenne la compagna dei miei studi, e infine la moglie del mio cuore. Fu forse una sfida scherzosa da parte di Ligeia?  O forse una prova con cui ella volle saggiare l'intensita' del mio affetto, ch'io non avessi a porle alcuna domanda su questo punto? O forse fu soltanto un mio capriccio, un'offerta pazzamente romantica al santuario della piu' appassionata devozione?


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