Ricordo solo vagamente il fatto in se', quale meraviglia
dunque ch'io abbia totalmente scordate le circostanze che l'originarono
o lo seguirono? E se in verita' quello spirito che s
i chiama AVVENTURA,
se mai l'esangue ASHTOFET dalle ali di nebbia dell'idolatra Egitto
presiedette, come si narra, ai matrimoni sfortunati, allora
certissimamente la lugubre dea dovette presiedere al mio.
Vi e' pero'
un argomento caro sul quale la mia memoria non ha esitazioni. E' la
PERSONA di Ligeia. Era alta di statura, piuttosto esile, e negli ultimi
tempi di sua vita persino emaciata. Invano tenterei di descrivere la
maesta', la tranquilla calma del suo portamento, o la inafferrabile
leggerezza ed elasticita' del suo passo.
Ella veniva e si allontanava
come un'ombra. Mai riuscii ad accorgermi del suo ingresso nel mio
studio segreto se non per la cara musica della sua sommessa dolce voce,
mentre mi posava sulla spalla la sua mano marmorea.