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Cosi' quante volte, nel mio
intenso studio degli occhi di
Ligeia, ho sentito approssimarsi la comprensione piena della loro
espressione, l'ho sentita approssimarsi senza che per altro divenisse
completamente mia, per poi alfine sparire del tutto?
E (strano, stranissimo di tutti i misteri!) trovavo, nei piu' comuni oggetti dell'universo, un cerchio di analogie a quell'espressione. Intendo dire che successivamente al tempo in cui la bellezza di Ligeia penetro' entro il mio spirito, dimorandovi poi come in un santuario, io traevo, dalle molte esistenze del mondo materiale, un sentimento che sempre avvertivo risvegliato in me dalle sue grandi luminose orbite. E tuttavia non sapevo mai come definire questo sentimento, ne' come analizzarlo, e neppure come valutarlo con sicurezza. Lo coglievo, lasciatemelo ripetere, a volte nella contemplazione di una vigna in rigogliosa crescita, o nella vista di una falena, oppure di una farfalla, di una crisalide, di un fluire d'acqua corrente. L'ho avvertita nell'oceano, e nella caduta di una meteora. L'ho sorpresa negli sguardi di gente vecchissima, e vi sono una o due stelle in cielo (una soprattutto, una stella di sesta grandezza, doppia e mutevole, che si trova presso la grande stella della Lyra) che da me osservate al telescopio mi hanno reso consapevole di questa sensazione. |
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