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.:: MORELLA ::.

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Consideravo la mia amica Morella con un sentimento in cui si mescolava il più profondo e al tempo stesso singolarissimo affetto. L'avevo conosciuta per caso molti anni prima, ma la mia anima, al nostro primo incontro, aveva appreso ad ardere di fuochi sino ad allora sconosciuti; non erano però i fuochi di Eros, e amaro e tormentoso al mio spirito era il graduale convincimento di non essere in grado di definire in modo alcuno il loro insolito significato, o di regolarne la misteriosa intensità. 

Tuttavia ci vedevamo spesso, e il destino ci legò insieme all'altare; ma mai io le parlai di passione, o pensai all'amore. Morella però scansava la società, e attaccata soltanto a me mi rendeva felice. Era una felicità che rapiva, una felicità di sogno.



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