-
Questo è il giorno dei giorni, - mi disse
allorchè mi avvicinai a lei; - il giorno fra tutti, sia per
vivere che per morire. E' un giorno bellissimo per i figli della terra
e della vita... ma quanto più per le figlie del cielo e
della morte!
La baciai sulla fronte, ed ella proseguì:
- Sto
per morire, e tuttavia vivrò. - Morella! - Non sono mai
venuti i giorni in cui tu mi avresti potuto amare, ma colei che in vita
hai aborrito, in morte adorerai. - Morella! - Ti ripeto che sto per
morire, ma in me vi è il pegno di quell'affetto, oh, ben
misera cosa! che tu hai provato per me, Morella. E quando il mio
spirito si sarà dipartito, la creatura vivrà: la
tua creatura e la mia, la creatura di Morella. Ma i tuoi giorni saranno
giorni di dolore, di quel dolore che è il più
duraturo dei sentimenti, così come il cipresso è
il più annoso degli alberi. Infatti le ore della tua
felicità sono terminate, giacchè la gioia non si
raccoglie due volte in una vita, come si raccolgono invece due volte
nello spazio di un anno le rose di Pesto. Tu pertanto non innalzerai
più al tempo versi teani, ma ignorando il mirto e la vigna
recherai indosso a te il tuo sudario sulla terra, come fanno i
musulmani che si recano alla Mecca.