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Ed allora noi, i sette, scattammo dai nostri seggi compresi d'orrore e ristemmo tremanti e atterriti, da che il tuono della voce dell'ombra non era il tuono della voce d'alcun essere; d'una moltitudine, bensì, di esseri e cangiando, da sillaba a sillaba, le cadenze, essa giungeva misteriosamente al nostro orecchio, con gli accenti familiari e ben noti di mille e mille amici scomparsi.
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