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Le peregrinazioni di quella degna coppia nelle varie osterie circonvicine, nelle prime ore della serata erano state diverse e ricche d'avvenimenti eccezionali. E nulladimeno, poiché i fondi, anche i più copiosi, finiscono coll'esaurirsi, i nostri eroi, nell'avventurarsi in quella nuova taverna, s'eran trovati colle tasche vuote.

Nell'istante preciso in cui s'inizia questa storia, Legs ed il suo compagno Hugh Trapaulin stavano seduti, nel bel mezzo della sala, e ciascuno aveva i propri gomiti puntati sull'enorme tavola di legno e il capo tra le mani. Essi occhieggiavano, da dietro un'enorme bottiglia di humming-stuff che s'eran ben guardati dal pagare, le imponenti parole: «No chalk» le quali, a significar che non vi sarebbe stato gesso a segnare i loro debiti, si vedevano poi, con loro indignato stupore, le iscritte sulla porta a caratteri cubitali proprio con quell'istesso minerale di cui si negava, in esse, l'esistenza.

Non che si avesse ragione d'attribuire ai nostri due discepoli del mare la dote di decifrare i caratteri iscritti - la quale era considerata, a quel tempo, poco meno cabalistica che non fosse l'arte del poetare - ma è che nella formazione delle cifre essi non potevano fare a meno di notare, ad esser sinceri, un cotale attortigliamento e un'agitazione di complicata descrizione, le quali davano a prevedere tutta un'infilata di pessime stagioni. Per modo che d'un subito essi ebbero adottata la decisione, per ripetere le allegoriche parole dello stesso Legs, di «preparare le pompe, caricare l'intero velame e fuggir via innanzi al vento».

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