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La mente dei fanciulli, feconda d'immaginazione, non ha bisogno degli incidenti esteriori per occuparsi e divertirsi, e la sinistra monotonia della scuola fu popolata, per me, di più  intensi eccitamenti che non quelli richiesti, in seguito, dalla mia giovinezza alla voluttà , e dalla mia virilità al delitto. E tuttavia sono portato a credere che la mia intelligenza si sviluppò, in principio, in modo tutt'affatto anormale e sregolato. Una volta ch'egli è pervenuto alla maturità, gli avvenimenti dell'infanzia non lasciano solitamente, nell'uomo, un'impressione ben conformata. Ogni cosa s'ingrigia simile a un'ombra e gli intrighi confusi di tenui piaceri e fantasiose angosce s'annebulano in un vago e irregolare ricordo. Occorre che io abbia inteso, nella mia infanzia, con l'energia dell'uomo adulto, tutto quel che trovo ancora segnato nella mia memoria a tinte vive, profonde e durature, com'è l'esergo delle monete cartaginesi. E nondimeno, per quel che era il fatto in sé e per sé - dal punto di vista, almeno, dal quale la gente giudica d'usato simili accidenti - v'era assai poco da serbarne memoria. La sveglia al mattino, l'ordine d'andare a coricarsi la sera, le lezioni, le rappresentazioni, i brevi periodi di vacanza, le passeggiate, le contese durante la ricreazione nella corte, i giuochi, gli intrighi e i complotti, tutte queste cose, insomma, per lo smagamento dell'anima, disperso di poi, portavano seco una folla di sensazioni, un universo ricco e variegato d'avventure e delle più  svariate emozioni, come pure degli eccitamenti più ebbri e passionati. «Oh, le bon temps, que ce siècle de fer!»



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