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L'antica e vasta costruzione della scuola comprendeva, nelle sue innumerevoli suddivisioni, una infinità di enormi camere comunicanti tra loro, le quali servivano da dormitori alla maggior parte degli allievi. V'erano poi - e non potevan mancare, infatti, in una costruzione così bizzarramente immaginata - angoli e cantucci in gran numero, ritagliati in vario modo, a seconda che il fabbricato suggeriva, e che l'utilitaria ingegnosità del reverendo Bransby aveva trasformati, ancor essi, in altrettanti dormitori, i quali - è evidente - da semplici sgabuzzini che erano, potevano servire, al massimo, a un solo individuo. Wilson occupava uno di cotesti stambugi. Una notte, allo spirar dell'ultimo anno ch'io trascorsi alla scuola, immediatamente dopo l'alterco che ho già detto, mentre tutti erano immersi nel sonno, mi levai dal mio giaciglio e, con un lume in mano, attraverso un intrico d'angusti passaggi, scivolai fino allo stambugio del mio rivale. Avevo a lungo preparato, contro di lui, un altro di quei tiri maligni nei quali, fino a quel momento, avevo sempre e completamente fallito. Deciso com'ero a porre quella volta il mio piano in atto, intendevo che egli provasse tutta la forza della malvagità che mi traboccava nell'animo.


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