immagine immagine altocentro immagine altodestra
immagine centrosinistra

maschera.jpg

Anche la difficoltà d'aprirmi una via tra la calca irritava vieppiù il mio umore. Giacché ansiosamente ricercavo - e ne tacerò l'indegno motivo - la giovane, allegra e bella sposa del vecchio e stravagante Duca di Broglio. Ella m'aveva rivelato - dando prova d'eccessiva leggerezza, a dire il vero - il segreto della mascheratura che avrebbe indossata per quella sera, così che, non appena l'ebbi vista da lungi, già ismaniavo di raggiungerla. Ed ecco una mano posarsi lievemente sulla mia spalla, ed ecco il dannato mormorio - potrò mai dimenticarlo? - penetrare sommesso alle mie orecchie. Mi volsi, posseduto da un impeto di furia ed afferrai violentemente colui pel suo bavero. Egli aveva indosso, come, del resto, m'attendevo, un costume del tutto identico al mio: un costume spagnuolo in velluto azzurro, con una cintura cremisina stretta attorno alla vita, da cui pendeva una spada. E sul viso una maschera di seta nera.«Ribaldo!», esclamai con voce arrochita dallo sdegno, che era vieppiù aumentato da ogni sillaba che mi lasciavo sfuggire. «Impostore! Dannato furfante! Quando finirai di seguirmi come un cane? Vien fuori, ch'io ti passi da parte a parte, sul luogo!». E, trascinandomelo dietro, traversai la sala delle danze e lo condussi in un gabinetto attiguo.



immagine destracentro
immagine bassosinistra immagine bassocentro immagine bassodestra