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La casa, secondo ho già detto, era antica e di costruzione irregolare. Le terre attorno erano ampie e un alto e saldo muraglione di mattoni, incoronato da uno strato di malta con suvvi incastrati frammenti di bottiglie e di altri oggetti di vetro, lo recingeva d'ogni banda. Tale cinta - la quale era invero degna d'un carcere - segnava i confini del nostro dominio. Noi non portavamo il nostro sguardo oltre di essa se non tre volte per settimana. Una volta, al pomeriggio del sabato, allorché ci era consentito di fare delle brevi passeggiate collettive per la campagna circostante, in custodia dei prefetti, e due volte alla domenica, allorché venivamo condotti, incolonnati come soldati, ad assistere agli uffizi della mattina e della sera nell'unica chiesa del villaggio. Il direttore della nostra scuola era, nel contempo, pastore di quella chiesa. Con quali profondi sensi di timore e di reverenza io non lo contemplavo dai nostri banchi relegati su in alto, nelle tribune, quando egli saliva sul pulpito a passi lenti e solenni! |
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