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Ma la casa! Qual vecchio e bizzarro edificio non era la casa! E qual, per me, palazzo di magia! Dove potesse aver fine l'inestricabile labirinto dei suoi anditi, e delle sue suddivisioni, era impossibile comprendere, ed in qualsivoglia momento era difficile stabilire con sicurezza dove ci si trovasse, se al primo, ovvero al secondo piano, dal momento che si era sempre sicuri di trovare due, tre e finanche quattro gradini da salire o da scendere in ciascun passaggio da una stanza all'altra. Gli scompartimenti laterali, poi, erano innumerevoli: giravano e rigiravano e finivano poi così bene con l'incontrarsi l'uno nell'altro che le idee che potevamo avere, relativamente all'edificio nel suo insieme, non erano molto diverse da quelle altre in virtù delle quali studiamo di farci informati dell'infinito. Per tutti i cinque anni che vi passai dentro, non fui mai buono a determinare, infatti, in quale punto fosse precisamente l'angusto dormitorio che mi era stato assegnato assieme a una ventina di altri scolari. |
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