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    Simile a un immenso condor dalle ali abbrunate la gondola aveva preso a scarrocciare lentamente verso il Ponte dei Sospiri, allorche' piu' di mille torce risplendettero alle finestre e lungo le scalee del Palazzo Ducale, tramutando a un tratto la profonda oscurita' in un giorno innaturalmente fulgido. 

    Un fanciullo era sfuggito dalle braccia della propria madre, ed era caduto, da una finestra superiore della superba costruzione, entro le cupe fonde acque del canale.
Questo si era rinchiuso placidamente sulla propria vittima, e per quanto la mia gondola fosse la sola in vista, piu' di un vigoroso nuotatore si era gia' tuffato a perlustrare invano la superficie in cerca del tesoro che ahime' non poteva essere ritrovato che entro l'abisso. 

    Sulle larghe beole di marmo nero, presso l'entrata del palazzo, di pochi gradini al di sopra del pelo dell'acqua, sostava una figura che nessuno che l'avesse veduta una volta poteva piu' dimenticare.

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