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Era la marchesa Afrodite, l'infatuazione di tutta Venezia, la piu' gaia delle gaie, la piu' bella delle belle, la giovane moglie del vecchio e misterioso Mentoni, e madre di quella tenera creatura, suo primo ed unico figlio, che ora giaceva entro l'acqua torbida e certo doveva ripensare con amara disperazione alle dolci carezze di lei, consumando la propria piccola vita nel vano tentativo di pronunciare il suo nome. La donna era sola. I suoi minuscoli e argentei piedi nudi risplendevano nel nero specchio marmoreo sotto le sue piante. I capelli, non ancora del tutto liberati per la notte dalla loro acconciatura da ballo, si ammassavano, in mezzo a una cascata di diamanti, tutt'attorno alla classica testa in riccioli simili a bocci del giacinto giovane.
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