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Egli non arrecava, ahimè, alcun contributo alla nostra allegrezza, ma il suo viso, distorto dalla peste, e gli occhi suoi, dei quali la Morte avea spento solo a mezzo il fuoco del morbo pestilenziale, pareano prender, per noi ch'eravamo d'attorno a ridere, l'interesse che i morti posson, forse, prendere per l'allegria di coloro che stan per morire. Epperò io, Oinos, sentivo che lo sguardo del defunto era fissato su di me e nondimeno facevo ogni sforzo per non sentire l'amarezza di quella espressione e, col mio sguardo fisso alle profondità dello specchio d'ebano, m'abbandonavo, con voce sonora, a riandare i canti del figlio di Teios. Ma a poco a poco quel canti cessarono e quei loro echi, correndo lungi tra i negri cortinaggi dell'aula, s'affievolirono, persero il timbro e poi svanirono del tutto. Ed ecco! Di fra quei negri cortinaggi dove andavano a morire i suoni di quei canti, uscì una oscura ombra e indistinta... un'ombra simile a quella che la luna forma della figura d'un uomo quand'essa e' bassa nel cielo; ma essa non era l'ombra d'un uomo, e neppure l'ombra d'un Dio, nè d'alcuna cosa familiare.


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