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Accadde che una, appunto, delle maledette barriere delle quali è stato detto e che erano state erette a segnacolo della zona contagiata, Legs e il suo degno compare Hugh Trapaulin scapicollantisi giù per un vicolo, si videro parare dinanzi a impedir la via della fuga. A tornare indietro non c'era da pensar nemmeno e il tempo, dal momento che gli inseguitori erano alle calcagna, non permetteva indugio. Arrampicarsi su per quella rudimentale armatura, pei due marinari puro sangue, fu appena uno scherzo e, ammattiti come erano, vuoi per la corsa, vuoi per lo spirito ingerito, saltarono senza esitazione dall'altra parte e si misero, di nuovo, a correre con strida e urla da avvinazzati e, in breve, si perdettero del tutto tra quei sozzi, intricati e mefitici recessi. Ove fossero stati ancora in grado, nonostante la sbornia, di sapere, per lo meno, quel che si facevano, una paralisi li avrebbe colti, probabilmente, di sulle loro medesime gambe malferme. La loro situazione era, difatto, orribile sotto tutti gli aspetti: l'aria era fredda e la nebbia spessa, le selci, scalzate dal lastrico, giacevano in un selvaggio disordine fra l'erba tenace, la quale era tanto alta da arrivare alle caviglie. |
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