La sezione aurea nella pittura |
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| La sezione aurea riconosciuta come
un rapporto esteticamente piacevole è stata usata come base per
la composizione di quadri o di elementi architettonici. In realtà
è dimostrato che la percezione umana mostra una naturale preferenza
e predisposizione verso le proporzioni in accordo con la sezione aurea;
gli artisti tenderebbero dunque, quasi inconsciamente, a disporrre gli
elementi di una composizione in base a tali rapporti.
Gli artisti e i matematici del Rinascimento tra cui Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Bernardino Luini e Sandro Botticelli rimasero molto affascinati dalla sezione aurea. Allora essa era conosciuta come divina proportione e veniva considerata quasi la chiave mistica dellarmonia nelle arti e nelle scienze. De divina proportione è anche il titolo del trattato redatto dal matematico rinascimentale Luca Pacioli e illustrato da sessanta disegni di Leonardo da Vinci (1452-1519). Questo libro è stato pubblicato nel 1509 ed influenzò notevolmente gli artisti ed architetti del tempo, ma anche delle epoche successive. In questo trattato Pacioli ricercò nella proporzione dei numeri i principi ispiratori in architettura, scienza e natura: la regola aurea introdotta fu in seguito chiamata praxis italica. Laggettivo divina si giustifica perché essa ha diversi caratteri che appartengono alla divinità: è unica nel suo genere, è trina perché abbraccia tre termini, indefinibile in quanto è irrazionale, è invariabile. Utilizzando la sezione aurea nei suoi dipinti Leonardo inoltre scoprì che, guardando le opere, si poteva creare un sentimento di ordine. In particolare Leonardo incorporò il rapporto aureo in tre dei suoi capolavori: La Gioconda, Lultima cena e L'Uomo di Vitruvio.
Vitruvio nel De Architectura scrive: "Il centro del corpo umano è inoltre per natura lombelico; infatti, se si sdraia un uomo sul dorso, mani e piedi allargati, e si punta un compasso sul suo ombelico, si toccherà tangenzialmente, descrivendo un cerchio, lestremità delle dita delle sue mani e dei suoi piedi".
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